curri
 

E se farla non puoi la vita come vorresti
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla ...
con troppe parole in un viavai frenetico...

 

Cercherò di seguire il consiglio del grande poeta, se non nella vita, almeno nella sua autorappresentazione.

Sono nato nel 1965 a Bologna, in pieno centro, in un appartamento stretto fra il Collegio di Spagna e la sede del Partito Comunista Italiano;

a quel tempo, di cui Guccini cantava le "osterie di fuori porta", dentro porta convivevano in singolare promiscuità la migliore aristocrazia felsinea e un proletariato incredibilmente eterogeneo e gaio.

Al paese di mio padre, in Lucania, neppure esisteva una scuola; mia madre aveva conseguito una faticosa licenza media; io ho potuto studiare per più di vent'anni - per quanti argomenti si possano portare contro i "tempi moderni", io non potrò mai trascurare questa circostanza personale.

Dopo l'asilo dalle suore, le elementari in un'incantevole edificio di mattoni rossi, quindi le medie in un ex-convento suggestivo e fatiscente; poi lo scientifico al Righi e per vie traverse Giurisprudenza; ancor oggi ogni tanto mi scrive la segreteria, intimandomi di ritirare il proverbiale pezzo di carta ...

Intanto avevo scoperto un nuovo Maestro, altrettanto dispersivo ma ben più emozionante: la strada. Ci si comincia a misurare con altri mondi: l'Europa dell'est, a quel tempo dietro alla cortina di ferro, l'Africa Mediterranea e il deserto, l'India.

Nel 1987 trovo in edicola il primo numero di "Mototurismo", una rivista interamente dedicata ai viaggi in moto; immediatamente invio alla redazione una bella lettera di presentazione, con alcuni dei miei diari di viaggio e le foto migliori; il Direttore mi risponde e fissiamo un incontro; Mototurismo diventa la mia famiglia acquisita, insieme viaggiamo il mondo, creiamo una immensa tribù di amicizie, organizziamo altre avventure, feste, ritrovi; ci accingiamo a festeggiare venti anni di viaggio insieme - chi l'avrebbe detto!!

All'inizio degli anni novanta scoppia una incredibile, oscena guerra civile in un paese che adoravo, la Jugoslavia; mi si stringe un groppo alla gola che non mi libera più, e finisco per "arruolarmi" nella cooperazione internazionale, occupandomi di peace-keeping, della gestione dei profughi e degli sfollati, di documentazione, di coordinamento con le autorità civili e militari, fino alla fine della prima fase del conflitto con la "pace di Dayton".

In seguito alterno l'impegno all'estero -per fortuna anche in contesti meno tristi,come nel 1996 come responsabile di un progetto di turismo sostenibile in Nepal- con alcuni incarichi in Italia per Istituzioni e Agenzie specializzate nei settori della organizzazione, della formazione, della comunicazione.

Nel 2001, il fatidico 11 settembre mi coglie di ritorno da quella che sarà l'ultima missione di cooperazione, in Montenegro; capisco che quel lavoro non potrà più essere come prima -almeno come lo intendevo io- e insieme a Daniela, mia moglie, decidiamo di arrischiarci nella più grande avventura della vita, accompagnati da una fortuna sfacciata che ci porta nel 2002 Agata e nel 2004 Ambra.

E ormai siamo ai giorni nostri ...

 

A chi proprio servisse un curriculm di quelli "seri", con tanto di referenze, pubblicazioni, reddito, eccetera, me lo faccia sapere; pur a malincuore - ma glielo manderò.